Klagenfurt, 22 giugno 1904:
Sono appena arrivato, ho mandato Elise a Maiernigg, quindi colazione al Café Schieder (che sembra però essere un po' scaduto rispetto a una volta), taglio dei capelli, e poi a casa a piedi passando per Loretto, dove probabilmente mi aspetta Anton. il tempo si è rimesso al bello. Ieri invece deve aver piovuto. . .
Maiernigg, 23 giugno:
Il primo giorno (vale a dire: primo effettivo) è andato. Terrificante! Tanto per cominciare l'odore stantio di vernice in camera da letto, quindi il bisogno di cercare di mettere insieme i pezzi sparsi del mio "io interiore" frantumato (quanti giorni ci vorranno per raccoglierli e ricomporli tutti?), quindi colloquio con Theuer . . . , bagno, pranzo; ho passato tutta la giornata leggendo il carteggio tra Wagner e la Wesendonck e mi sono letteralmente arricchito attraverso l'analisi di un periodo tanto importante - forse addirittura il più importante ! - di questo grande uomo, unico e pregevolissimo . . .
Maiernigg, 24 giugno:
. .. Ho pensato a come studiare la grata e sono arrivato al dunque! Lo spazio scelto a memoria è risultato troppo angusto; Putzi riuscirebbe a malapena a girarsi. Sotto invece ci sarebbe un posticino che sembra quasi creato apposta. Ho osservato tutto molto attentamente e mi sono consultato con Theuer. Lo faccio chiudere completamente con la grata e cospargere con sabbia fine da 10 fl. In questo modo i bambini possono godersi per qualche anno uno spazio in cui muoversi e giocare sotto il controllo di un occhio vigile. . .
Maiernigg, 28 giugno:
. . Oggi sono poi andato da Riedel per un letto per bambini. Ho cercato quelli più adatti e ti mando le immagini allegate per una scelta. Penso che sceglierai il numero 61 oppure il numero 62. Qui non smette di piovere, per cui sono costretto a leggere di continuo, ecc., cosa non esattamente ideale per gli occhi. Ho finalmente trovato un quartetto per pianoforte in sol minore di Brahms che mi soddisfa. Da quel cronista coscienzioso che sono ci tengo a constatarlo in questa sede. . .
Maiernigg, 6 luglio:
. . . oggi ho iniziato uno sport personalissimo per crearmi una possibilità di movimento alternativa, visto che il tempo da lupi impedisce qualsiasi gita. (A queste condizioni non entusiasma neppure Dobbiaco. . .) Con la carriola trasporto la sabbia per Putzi dalla strada, in cui è "approdata", allo spazio davanti al lago, dove la spargo e la spiano. . .
Schluderbach, 11 luglio:
Il viaggio della giornata di ieri si è svolto secondo i programmi, con un tratto in treno sotto un caldo allucinante e un tratto in carrozza alla volta di Schluderbach, dopodiché si sono scatenati temporali e acquazzoni. Avendo un po' d'emicrania, probabilmente dovuta al caldo e al disagio, non mi sono mosso da qui. Oggi mi sento benissimo e imbocco pur sempre rinfrescato la strada di casa. Una cosa: portami per favore i manoscritti che si trovano nel cassetto di centro della mia scrivania (la chiave ce l'hai); mi servono in particolare il secondo e terzo movimento della VIª (sinfonia), che ho dimenticato di prendere. A Maiernigg spero di trovare determinate notizie da parte tua. Me ne rallegro fin d'ora. . .
(Da: Alma Mahler, Gustav Mahler, Ricordi e lettere. Amsterdam 1940 e dal tiposcritto "Una vita con Gustav Mahler", University of Pennsylvania, Philadelphia)
Lettera a Bruno Walter, marzo 1910:
Carissimo Amico!
Fino ad oggi mi sono difeso internamente ed esternamente contro l'esecuzione della mia Ottava a cura di Barnum & Bailey a Monaco di Baviera, per me fatale. A suo tempo, quando Gutmann mi aveva colto di sorpresa a Vienna, non avevo pensato a tutti gli annessi e connessi di queste "feste". Oggi, dopo quel che vengo a sapere, mi pare un avvenimento di scarsa importanza. Quanto meno non vedo il modo di riuscire a liberarmi dei miei impegni. Ovviamente anche oggi pongo la solita condizione che i cori siano conformi ai requisiti da me richiesti. . .
Lettera a Siegfried Lipiner, 7 luglio 1910:
Le mie prove a Lipsia e Monaco non sono state molto soddisfacenti. Solo ora credo all'esecuzione del 12 settembre. Sarebbe magnifico se Tu potessi venire. Sicuramente ne trarresti qualcosa. Almeno così credo. Riconosceresti una parte del tuo spirito; In particolare l'Inno scaturisce dalla Tua anima